Sul rovescio del Cuore

Poesie di Hanna Walczak & Mauro Tucciarelli

Estratti

Le mie mani

Le mie mani deposte nelle tue

scordan veloci la ruvidezza del freddo

percorron la tastiera del tuo corpo liscio

per spiegarci la musica dei miei baci

 

Le mie mani come pause tra le note

tengon al caldo il tuo respiro

che si inerpichi il canto del tuo cuore

io scendo in te

e felice

Spiro 

 

 

attesa

Un’attesa che non sono altro

per chi ci sarà non solo di passaggio

per chi aprirà i miei pugni serrati

e ci spargerà il sole

per chi mi strapperà alla calca dei disillusi

e mi porterà

a casa

 

 

 

 

 

 

al silenzio

Vieni da me

rinasco sotto le tue dita

sei una crepa sui freddi vetri

dei miei occhi

Traiettoria per i miei tremiti

 

Mi sei la pelle

e le pupille

che si dilatan per il piacere

ogni volta che penetri nelle mie fibre

 

E sfavillo…

Un piccolo fiocco di neve

Sul dorso della tua mano

 

 

destino

Forse è questo il mio destino

cercarti sul rovescio di tutte le cose

sul fondo degli attimi persi da coloro

che ti posson estender all’eternità

 

Forse le mie mani devon restare fredde

cercando invano le tue sui bordi dei miei sogni

setacciare brividi che pendon dai cieli vuoti

per trovar solo i ghigni di un’altra mattina

 

 

 

 

 

 

 

Il mio cuore

Il mio cuore è una strada poco frequentata

Notturno dei mendicanti e delle foglie cadute

e lungo la strada delle grosse pozze

quando il pianto si ritira all’interno

Non è larga, la strada:

due braccia riluttanti ad aprirsi

Se non a quelle tagliate su misura

E in un angolo un angelo accucciato

accende i lucignoli grigi dei miei occhi

 

 

 

 

Ricordo

Ricordo bene quella ragazzina

aveva sempre paura di guardarsi nello specchio

celava i sogni sotto il cuscino

sgualcite le lacrime

le ficcava nelle tasche

oggi non stringe più i desii

con la cinghia dei pantaloni

Povere coccinelle

che non facevano in tempo

a mettere le ali

Oggi non teme di aprire gli occhi

di trovare un posto al sole alle coccinelle

Di liberare la farfalla dal bozzolo

L’addio

Il viso arido e scomposto

mostra la te più vera,

che uccide in fretta

un amore inerme,

un pugno di sabbia

da spargere velocemente lontano

dai luoghi dell’anima.

È aria vuota la tua voce

che nel vento si confonde

sibilando nel suo freddo,

è un effondere senza scopo

perché Lazzaro ferito,

 è già in piedi!

 

 

 

 

 

Il Giorno straordinario

Sono fogli pallidi

come fiori di campo

dove non ci sarà farfalla

disposta a posarsi e riposare,

anonimi come giocattoli vecchi

nella cesta coperta di polvere

o abbandonati nella memoria

di un’infanzia lontana.

Sono tutti quei giorni ordinari

che non sfogli mai nel diario dei ricordi

ma per merito del loro esistere

ora conosci l’arte umile

del non ripetere gli stessi errori

senza dimenticare che il presente

è spesso la crescita di oggi

sulla somma di molti ieri malinconici

e che per il Giorno straordinario

c’è sempre un domani…

Pioggia

Piove

Le gocce mi s’impigliano nelle ciglia

A mo’ delle lacrime

e scendono giù

ad esaudir la preghiera

delle labbra screpolate

Sono già sul collo

lente e troppo calde

Risveglian la pelle

ad una vita migliore

Che cada ancora…

cada all’infinito

la pioggia dei tuoi baci

sul selciato

del cuore

Vento d’estate

Vorrei essere di vento

per sfiorarti il viso

e accarezzare il tuo corpo

già disteso sulla sabbia

e se tu mi amassi

lasceresti al vento d’estate

tutti i miei timori

e se non sei soltanto un sogno

risvegliami in fretta,

o lasciami dolcemente dormire

eternamente…

nel mio letto fatto d’inganni

 

 

 

Ultima revisione 2024 Sul rovescio del Cuore

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